E’ ormai chiaro come ad oggi gli Influencer occupino ruoli da protagonisti nel paesaggio sempre più ricco e complesso dei Social Media e del Digital Marketing. L’integrazione di queste figure all’interno delle diverse strategie aziendali è considerata fondamentale e legata a differenti motivi di carattere commerciale e non. Essendo una persona dalla notevole visibilità e notorietà sui social, presenta dalla sua parte il prezioso potere di influenzare le decisioni di acquisto degli utenti suoi follower. Potere desiderato e ambito da tutti i brand del mondo.

La necessità di integrare queste figure professionali all’interno delle varie strategie è dunque ormai giudicata indispensabile. Basti pensare al fatto che il mercato di tutto il mondo arrivi a toccare cifre da 2 miliardi di dollari solo sulla piattaforma di Instagram per generare le diverse collaborazioni di Influencer Marketing. Ma non è sempre oro ciò che luccica e le innumerevoli promesse lasciate come garanzia dagli influencer non sempre vanno come dovrebbero e molte altre si scoprono essere delle vere e proprie truffe.

E’ quindi essenziale sapere le metriche e i dati da analizzare, prima di dare il via ad una collaborazione con un nuovo influencer.

I 5 punti per riconoscere un influencer fraudolento da uno autentico

Prima di inserire una nuova figura all’interno della propria strategia digital e social è necessario prestare particolare attenzione a 5 elementi che saranno in grado di dirci se l’influencer in questione è autorevole o meno. Questo passaggio è estremamente importante non solo da un punto di vista prettamente finanziario ma anche di Brand Reputation. Infatti, nonostante il possibile budget sprecato per una scelta sbagliata il colpo maggiore lo subirebbe la reputazione aziendale, che nella mente dell’utente verrebbe automaticamente associata a quella attribuita all’influencer.

Detto questo, i 5 principi da analizzare sono:

1. Controllare il rapporto tra il numero di followers e l’engagement rate

Questo primo passaggio è in realtà abbastanza semplice. Le metriche da analizzare sono 2:

    • Basso Engagement Rate: in questo caso, si potrebbe attivare un campanello d’allarme se il numero di follower è di gran lunga maggiore al tasso di coinvolgimento dei vari post. Una possibile spiegazione a questa situazione potrebbe essere l’acquisto di bot e followers falsi da parte dell’Influencer per far credere alle aziende di avere numerosi followers, molti più di quelli effettivi.
    • Alto Engagement Rate: Anche in questo caso, il problema a livello di credibilità persiste. In particolare se il profilo presenta un engagement estremamente maggiore al numero di follower o se tutti i post presentano lo stesso identico schema per quanto di coinvolgimento, che potrebbe dunque essere stato acquistato attraverso dei bot.

2. Effettuare analisi di benchmark con altre figure dello stesso settore

Attivare un’analisi di benchmark è sempre una mossa intelligente, sia per analizzare la nostra azienda che per studiare le figure con le quali vorremmo entrare in collaborazione. Questo perché, comprendendo il tasso di coinvolgimento medio di figure simili, diventa possibile farsi un’idea delle giuste metriche che dovrebbero presentare i vari influencer in base al loro settore e alla loro grandezza in termini di followers. Senza più cadere in trappole online.

3. Studiare la qualità dell’engagement

Dopo aver effettuato analisi più semplici e immediate è importante passare ad una fase più approfondita. La qualità dell’engagement deve infatti essere esaminata manualmente e con attenzione, studiando post dopo post, leggendo i vari commenti e mettendo in rapporto il numero di followers attivi con quelli inattivi.
Alcuni esempi di engagement di bassa qualità possono essere un importante numero di commenti costituiti solo da emoji o con parole generiche e vuote come “bello”, “bella foto” e “bello scatto”. Anche qui, l’acquisto scorretto di bot e followers falsi è possibile.

4. Picchi di crescita nel numero di follower non giustificati

Anche aumenti e picchi improvvisi di followers seguiti subito dopo da fasi di calo drastico suggeriscono un acquisto scorretto di bot e followers falsi. Meglio ignorare figure che presentano questi flussi.

5. Controllare le sorgenti da cui arriva l’engagement

Anche se i profili coinvolti nell’engagement di un determinato account potrebbero sembrare veritieri e credibili è sempre consigliabile andare a visitare le singole persone e i singoli account social.

In conclusione

In conclusione, possiamo dire che prima di ogni cosa, l’analisi e lo studio di future figure che potrebbero potenzialmente lavorare per la nostra azienda devono essere ben ponderate e esaminate. I soldi che le aziende ogni anno spendono per influencer fraudolenti e scorretti sono oltre i 500 milioni e capiamo quindi quanto sia essenziale stare attenti e seguire queste semplici e intuitive fasi per proteggere noi e la nostra azienda.

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