Facebook sta sperimentando una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale, pensata per dare un’occhiata alle foto conservate nella galleria dello smartphone, anche se non sono ancora state condivise sul social. L’idea è aiutare gli utenti a riscoprire immagini dimenticate, dai vecchi screenshot alle ricevute, fino ai ricordi lasciati da parte, per trasformarle in collage o altre creazioni creative direttamente dall’app.

Facebook e la nuova funzione AI: ecco come funziona

La funzione, al momento disponibile negli Stati Uniti e in Canada, offre agli utenti la possibilità di attivarla volontariamente. Dopo aver dato il consenso, le foto e i video presenti nel rullino vengono caricati automaticamente sul cloud di Meta, dove l’intelligenza artificiale li analizza per proporre idee creative. Gli utenti possono poi decidere se salvare, modificare o condividere i contenuti suggeriti dall’AI.

Meta e la sfida della privacy digitale

La questione centrale rimane la privacy. Meta precisa che i contenuti caricati non verranno utilizzati per addestrare l’AI a meno che l’utente non decida di modificare o condividere i risultati prodotti. Secondo un portavoce dell’azienda, foto e video vengono conservati solo per permettere all’AI di offrire suggerimenti, senza essere impiegati direttamente per migliorare i modelli, tranne quando l’utente sceglie di interagire con gli strumenti AI.

Che fine fanno le tue foto non condivise

Meta spiega che foto e video verranno salvati continuamente nel cloud, così da permettere alla funzione di aggiornare e migliorare i suggerimenti nel tempo. In passato, l’azienda aveva già confermato di aver utilizzato tutte le foto e i testi pubblici caricati su Facebook e Instagram dagli utenti adulti dal 2007 per addestrare i propri modelli AI. La novità, questa volta, riguarda contenuti privati e non ancora condivisi, aprendo nuovamente il dibattito sui confini della privacy digitale.

Da quando Facebook sfrutta le immagini per l’AI 

Molti si chiedono esattamente quando le foto vengono utilizzate dall’intelligenza artificiale. La domanda è: succede appena si attiva la nuova funzione o solo dopo che l’utente ha modificato o condiviso un’immagine? Meta chiarisce che, fino a quando l’utente non interagisce attivamente con gli strumenti di editing o non decide di pubblicare i propri contenuti, le foto non vengono impiegate per addestrare i modelli di AI.

Creatività o monitoraggio? Il dubbio sulla nuova funzione

Questa funzione viene proposta come uno strumento pensato per chi ama scattare foto ma non ha il tempo di dedicarsi alla loro organizzazione. Tuttavia, il fatto che Meta possa accedere al rullino dello smartphone solleva dubbi su come verranno gestiti questi dati in futuro. L’azienda assicura che le immagini non saranno impiegate per fini pubblicitari, ma non esclude la possibilità di utilizzarle in futuro per migliorare le prestazioni dell’intelligenza artificiale.

In conclusione

Con questa nuova funzione, Meta porta l’intelligenza artificiale direttamente nelle app e nella fotocamera degli utenti. Prima l’azienda usava i post pubblici per allenare i propri modelli, ora invece propone di analizzare le foto personali per dare idee creative e suggerimenti. Facebook invita a permettere l’elaborazione nel cloud per ottenere questi consigli, ma molti si chiedono se dietro questa novità ci sia davvero aiuto creativo o un modo per avere più controllo sui dati degli utenti.

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