L’intelligenza artificiale è sempre più presente nelle aziende italiane, ma il passaggio dai test all’utilizzo quotidiano è ancora limitato. È quanto emerge dall’Osservatorio di 42Skills, realizzato in collaborazione con ICE e CNR, che analizza il livello di adozione dell’AI nel tessuto imprenditoriale nazionale.

Le percentuali

La ricerca evidenzia come oltre l’80% delle imprese abbia già sperimentato soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e che quasi nove aziende su dieci abbiano utilizzato strumenti di AI generativa, come ChatGPT. Nonostante questo interesse diffuso, solo il 9,6% dichiara di aver integrato l’AI in modo continuativo all’interno dei processi aziendali, mentre appena l’11,1% ritiene di aver raggiunto un’adozione realmente strutturata.

Un supporto per le azienda

Oggi l’impiego dell’AI riguarda soprattutto la produzione di contenuti, ma le aspettative delle imprese sono molto più ampie. Le aziende guardano infatti all’intelligenza artificiale come a un supporto per attività strategiche, dalla ricerca di nuovi clienti allo sviluppo commerciale, fino all’analisi dei mercati e ai processi di internazionalizzazione.

Il gap delle competenze

Secondo l’Osservatorio, il principale ostacolo non è rappresentato dalla tecnologia, bensì dalle competenze. Più della metà dei partecipanti all’indagine indica la carenza di conoscenze interne come il freno più significativo all’adozione dell’AI. Allo stesso tempo, molti professionisti ammettono di non sentirsi ancora preparati a utilizzare questi strumenti nelle attività di marketing, export e sviluppo del business.

Un vantaggio concreto

Per Francesco Colicci, fondatore di 42Skills, il problema non è più capire se adottare l’intelligenza artificiale, ma imparare a utilizzarla con metodo. Senza competenze adeguate e processi ben definiti, il rischio è quello di limitarsi a sperimentazioni isolate, incapaci di produrre benefici misurabili. L’analisi descrive così un mercato in cui l’entusiasmo per l’AI è ormai consolidato, ma dove resta aperta la sfida più importante: trasformare gli strumenti disponibili in un vantaggio competitivo concreto attraverso formazione, organizzazione e una strategia di lungo periodo.

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